Dal 2007 la popolazione mondiale risiede per il 50% nelle aree urbane e metropolitane.
Ciò impone un ripensamento delle direttrici di sviluppo e della qualità della vita anche nelle città medie affrontando alcune questioni:
- il nuovo scenario mondiale alla luce della crisi economica;
- le sensibilità dei cittadini ad accogliere nuovi stili di vita e nuovi comportamenti che concorrono a ridurre le impronte ecologiche urbane e la riduzione delle emissioni di CO2;
- il tema di Milano Expò 2015 sull’alimentazione del pianeta;
- la questione connessa ai costi economici diretti sostenuti dal Comune per assicurare la gestione delle aree verdi pubbliche acquisite in forza dell’attuazione del PRG;
- le esperienze già avviate nella nostra città sugli Orti urbani e programmi formativi nelle scuole dell’obbligo.
Tutti questi punti offrono l’occasione per verificare la possibilità di organizzare in modo sistematico alcuni progetti che per diverse ragioni sono compresi nelle linee programmatiche di mandato.
Il nostro Centro di educazione ambientale ha avviato un progetto sugli orti urbani assieme alla Provincia di Piacenza, alla Provincia e al Comune di Ferrara, finanziato con bando INFEA-CEA 2008 che impegnerà la primavera – autunno 2009.
FASE UNO DEL PROGETTO
Si tratta di mettere a sistema alcune politiche urbane che a diverso livello affrontano la produzione di alimenti nel raggio di pochi chilometri da Piacenza e a diversi livelli promuovono reti di cittadini aggregate a questo interesse.
La materia è multidisciplinare e interessa diversi Assessorati del Comune.
Assessorato futuro: alcune scuole dell’obbligo hanno da tempo l’offerta formativa di laboratori per il giardinaggio e l’orto e dispongono di spazi verdi attrezzati per l’uso. E’ necessario mappare l’esistente e verificare la volontà di altre scuole ad avviare analoghe iniziative.
Assessorato ai servizi sociali: le circoscrizioni dispongano di spazi ortivi assegnati in uso agli anziani su percorsi e criteri stabiliti dalle singole circoscrizioni. Si tratta di verificare lo stato di fatto e nuove istanze di aree pubbliche da destinare a questo scopo.
Assessorato al commercio: è già impegnato sulla filiera corta e sulla vendita dei prodotti a km0 – biologico – con punti di vendita fissi (Casali) e mercatali. Si tratta di consolidare l’esperienza e collegarla a nuove progettualità.
FASE DUE DEL PROGETTO
Esistono sul territorio alcuni soggetti del terzo settore che da tempo coniugano i temi sociali con la produzione-vendita di alimenti (e verde da decoro). Hanno idee di sviluppo e dispongono di aree agricole da riconvertire a produzione orticola di qualità.
La città è sede di Istituto superiore Agrario e Università Cattolica. Questi soggetti possono essere interlocutori importanti per la scientificità all’approccio della seconda fase di sviluppo della proposta.
Le associazioni agricole di categoria, da tempo sono impegnate nelle campagne di comunicazione e vendita di prodotti della filiera corta, alternativi/integrativi della grande distribuzione.
Alcune reti di cittadini hanno avviato l’esperienza dei gruppi d’acquisto per ridurre il peso alle famiglie e per accedere a segmenti di produzione che stanno un po fuori dai circuiti distributivi tradizionali. Forse è possibile contribuire in qualche modo alle attività logistiche delle reti per trasferirle dalla fase pionieristica alla fase consolidata.