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CITTA’ CREATIVA A PIACENZA: LA VIA FRANCIGENA DEL XXI SEC.

La Smart Town sarà la base del progetto del Patto dei sindaci UE 20 20 20 che oltre 500 comuni italiani stanno affrontando. Il taglio della CO2, le fonti rinnovabili ed il risparmio energetico come nuovi paradigmi per lo sviluppo urbano del futuro. Il discorso allora mette in campo alcune riflessioni sull’urban development che alcuni sociologi ed economisti delineano da qualche anno.

Vorrei cercare spunti utili dalle analisi di JOEL KOTKIN e RICHARD FLORIDA.
A Piacenza per la Smart town, fra le diverse azioni possibili hardware (fotovoltaico, mobilità sostenibile, verde urbano, ciclo dei rifiuti, teleriscaldamento, …) è utile mettere in conto azioni software: appunto la città creativa, da cui far emergere nuove economie per lo sviluppo locale. E’ la città che resiste all’idea troppo liquida della modernità (Z. Bauman): ripensa al passato e reinterpreta il futuro

A PIACENZA C’E’ GIA’ UN PERCORSO DI CREATIVITA’, NON A CASO DISPOSTO LUNGO L’ASSE STORICO DELLA VIA FRANCIGENA.

L’idea del percorso per la città dei creativi, ricalca la storica Francigena (ricalca più o meno; ma se è creativa non vincoliamoci troppo al tracciato storico dico io) e punta a collegare alcuni luoghi urbani che già oggi incubano creatività:

appena fuori dal Centro storico sulla via Francigena l’Università Cattolica, il Milestone Jazz Club e l’Accademia della Musica di via Trento; poi su via Roma abbiamo l’Agenzia Quartiere Roma, botteghe storiche e nuovi laboratori d’arte e gallerie, più avanti la Biblioteca Comunale; su via Scalabrini l’Urban Center, il Politecnico, il Museo di Storia naturale, il Liceo artistico, la sala dei Teatini, più avanti la Galleria d’arte Biffi, Libreria Mediateca, Apple store, Teatro Municipale su Piazza S. Antonino e appena spostata la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Conservatorio Nicolini e Teatro Filodrammatica. Via Taverna ha il Teatro S. Matteo e la Galleria Rosso Tiziano, li vicino il Centro di alta formazione della Cassa di Risparmio.
Visualizziamo l’idea: l’HUB di partenza è naturalmente la stazione ferroviaria, per la mobilità sostenibile.

Allora si potrebbe anche provare a vedere un’immagine d’assieme di quanti luoghi e persone creative possiamo incontrare in questo percorso, ovvero sul metrò. Tutte queste immagini sono realtà di oggi: serve solo metterle in rete e presentarle all’esterno.